“PARABIAGO SENZA SCARPE”

 

La suoneria elettromeccanica Rapizzi

Suoneria elettromeccanica esposta presso il Museo della Fondazione Carla Musazzi ©Archivio Fondazione Carla Musazzi

Normalmente le dimensioni di questo tipo di oggetto erano contenute, poteva stare nel palmo di una mano, la suoneria del Museo, invece, ha proporzioni gigantesche, che sfiorano il metro di altezza. Come è possibile? Si tratta di un oggetto da esposizione, di tipo dimostrativo. Questa suoneria elettromeccanica è composta da una bobina, che quando è percorsa dalla corrente, si magnetizza e muove un battacchio, che a sua volta, percuote una campana metallica dal suono acuto e squillante. Questo sistema era utilizzato, ad esempio, per far suonare il campanello delle abitazioni. Chi scrive ha poco più di 70 anni e ricorda che nella sua adolescenza era solito giocare con un congegno del genere, facente parte della dotazione di un gioco didattico. L’esemplare esposto al Museo riproduce un oggetto a catalogo della Rapizzi, una delle grandi aziende che fanno parte della storia dell’industria parabiaghese. Aziende ora un po dimenticate, cancellate forse dal mito della città della scarpa. E’ necessario tuttavia ricordare che Parabiago, prima di specializzarsi nella produzione della scarpa, nel secondo dopoguerra, forse anche grazie alla costruzione di una centrale elettrica (1906), fu precedentemente sede di importanti aziende elettromeccaniche, alcune delle quali leader mondiali, tuttora attive, o attive fino a non molto tempo fa. Come avete letto, il nostro oggetto è una riproduzione di un modello a catalogo della Rapizzi.

Forse non tutti sanno perché questa azienda la ricordiamo con questo nome: il fondatore fu Gaetano Rapizzi.

Gaetano Rapizzi deteneva decine di brevetti, ebbe commesse in oltre 40 paesi del mondo, ed il fabbricato che attualmente ospita il Museo, ai tempi era stato la sede della sua azienda (la Zeus).

Partecipò anche alla vita politica e svolse opera filantropica. Riuscì persino a farsi dedicare un edificio (le attuali Scuole medie di V.le Legnano) quand’era ancora in vita, cosa che non è riuscita proprio a tutti. In che modo? Essendo uno dei finanziatori della costruzione, in origine un istituto tecnico, chiese ed ottenne che fosse dedicato ad un proprio parente deceduto, ma il cui nome iniziava con la lettera G, proprio come Gaetano.

Insomma, un oggetto apparentemente inusuale è in realtà capace di evocare molti avvenimenti importanti, non solo a livello locale.

PiErre

 

Alla prossima storia…