Design è anche guardare gli oggetti di tutti i giorni con occhio curioso.
Vico Magistretti
Negli ultimi anni, presso la Fondazione, può esservi capitato di assistere ad una conferenza (chiamiamola così per essere brevi), ma in realtà ogni serata raccontava una storia, in cui i relatori davano voce all’oggetto, o agli oggetti, con informazioni e curiosità.
Non è un caso che spesso, oltre agli oggetti più appariscenti, ne siano stati scelti anche alcuni di uso comune, proprio per accompagnarvi nella lettura di una storia che spesso passa inosservata.
Vi abbiamo parlato di temi tra loro molto distanti come gli inchiostri, le penne, i colori, ma anche gli strumenti di una farmacia dei primi decenni del Novecento e di un giubbotto di salvataggio della Seconda guerra mondiale, oggetti tutti custoditi presso il Museo della Fondazione.
Queste serate erano state rubricate dagli addetti ai lavori sotto il titolo:
Gli oggetti raccontano la loro storia
Questa modalità offre, sia ai privati cittadini, che ad enti culturali, l’occasione di fornire elementi utili a migliorare la conoscenza degli oggetti che costituiscono il patrimonio del Museo e con essa, di approfondire un frammento, sia pur minuscolo, della storia locale.
A tutti coloro che vorranno inviare un contributo va il nostro ringraziamento anticipato e per quanto riguarda altre istituzioni culturali, va l’auspicio di una futura collaborazione.
- il marchio ReDe
- la Festa dell’albero in un sussidiario degli anni Venti
- quaderni storici del XIX e XX secolo
- strumenti e oggetti storici da ufficio
- le tele del Cavalleri
- strumenti di una farmacia dei primi del Novecento
- crocifisso ligneo in stile romanico
- laterizi dagli scavi archeologici compiuti a Parabiago
- sedia impilabile “Pino Arredamenti Metallici”
- “Alpina”: macchina per caffè da bar Rancilio
- suoneria elettromeccanica Rapizzi
- circolare “BRAVO” per produzione calze